Corrado Fianchino per la Noto del Duemila:
UN “OPUSCOLO” DI GRAN VALORE.
Ovvero un “macigno” di Urbanistica netina dalle origini ad oggi.
“Un’esperienza di partecipazione popolare per il PRG di Noto”
Il prof. ing. Corrado Fianchino, autore di questo prezioso volumetto di 64 pagine formato tascabile edito dalla Anabiblo di Roma, riportando in prima di copertina le classiche immagini della Noto prima metà del secolo scorso con una pianta del Settecento, sulla stessa definisce la sua fatica un semplice “opuscolo” che raccoglie gli scritti di “…alcune tappe di una vicenda ormai quasi dimenticata: quella del primo Piano Regolatore Generale (PRG) di Noto dopo la legge urbanistica del 1942. Incoraggiati dal successo del “Simposio sull’Architettura di Noto” del novembre 1977, si avviò un’esperienza di “Partecipazione Popolare” sulle scelte del PRG della città. L’esperienza viene presentata sia con gli articoli che accompagnarono le varie fasi delle attività svolte, sia con i documenti prodotti, sia con pareri e deliberazioni degli organi preposti alle decisioni sul PRG.” Dopo aver ricordato “…alcuni dei cittadini, rappresentanti del Circolo Ricreativo Operai, dei Sindacati artigiani e tecnici di Noto che, partecipando a riunioni e dibattiti, contribuirono a portare avanti quell’esperienza…”, sull’esterna della stessa copertina l’Autore ne cita nomi e cognomi, fra i tanti altri dei partiti politici che aderirono alla sua esperienza di circa trent’anni fa, e che “… ha tuttora la sua validità metodologica al di là delle specifiche scelte urbanistiche oggi in parte superate ”. Infine specifica che “ Sono inseriti nell’opuscolo altri due scritti. Uno che sintetizza le varie espansioni di Noto tra Settecento e Novecento ed analizza i guasti a livello di territorio urbano generati dalla assenza di una pianificazione consapevole. L’altro che riporta la lunga sequenza di elaborazioni,adozioni, rinvii, rielaborazioni e approvazione con modifiche del primo PRG di Noto.” Se si fosse trattato d’altri o d’altro, chi scrive si sarebbe ritenuto più che soddisfatto della presentazione che in copertina l’opuscolo fa di se stesso: ma conoscendo, sin dai primi lontani passi, il valore dell’amico Corrado Fianchino, ordinario di Architettura Tecnica nella Facoltà d’Ingegneria e presidente del corso di laurea in ingegneria Edile-Architettura dell’Università di Catania ed affidabilissimo autore di molti e pregevoli libri, studi nonché iniziative su Noto, mi sono tuffato sull’apparente francescana semplicità del volumetto e mi sono sentito addosso, quasi piacevolmente “schiacciato”, un macigno di cultura ben documentata e narrata sull’Urbanistica della nostra Città dalle origini ad oggi. Chi negli anni Duemila vorrà, un giorno, iniziare di nuovo a scrivere la storia della nostra Città, dopo quella da noi sognata ed illustrata nel Novecento, dovrà necessariamente studiarsi questo, cosiddetto per pudore, “opuscolo” che, tornando agli anni Settanta del secolo scorso, traccia la genesi del bene e del male di cui, più nel male che nel bene, ora Noto urbanisticamente soffre. Nell’assenza perdurante d’un PRG in questi anni, nelle difficoltà e nell’impasse che la Commissione Edilizia Comunale incontra da mesi – come denunciato dal Consigliere Vincenzo Micale - difficile, se non impossibile, è sperare che i Netini credano davvero alla possibilità d’una “pubblica concertazione”, che Fianchino invece dimostra avvenuta nel suddetto passato, al fine di poter nel merito contribuire alle “grida” dell’Amministrazione Comunale. Infatti, tanto più si grida “Al lupo” per combattere abusivismi d’ogni tipo – per cui un giorno saranno in molti piangere! – tanto più constatiamo che a nulla esse servono per proteggere il nostro decoro urbanistico: neppure la recente convenzione sottoscritta dal Comune addirittura con la Procura della Repubblica, se è vero che anche nell’ultimo Consiglio Comunale del 23 settembre 2009, i consiglieri Micale e Veneziano hanno denunciato eclatanti violazioni per terra e per mare, senza poter essere capaci di fronteggiare – neppure dopo la notifica – per es. l’abbattimento d’una baracca abusiva di frutta e verdura all’ingresso della Villa Comunale e di mantenere le diverse tabelle sui divieti di balneazione a Vendicari od in altre spiagge, ove il malfunzionamento e l’incerta manutenzione del depuratore ci fanno cadere le braccia rispetto a ben altre e più vistose violazioni edilizie che, spiace dirlo, sono sotto gli occhi di tutti senza che nessuno di coloro, ad ogni grado, in hoc preposti riescano a contenerle, non dico evitarle! Se, pertanto, la nuova “storia” di Noto nel Duemila parte dall’assenza del PRG, se queste sono, purtroppo, le sconfortanti premesse qui fatte sull’odierna realtà socio-politico-urbanistica della Città, bene ha fatto il prof. Fianchino a mettere nero su bianco nel ricordarci la partecipazione popolare di quegli anni finalizzata ad un corretto assetto urbanistico di Noto, oggi neppure tentata per sondaggi. Vedremo sui quotidiani, come allora, altre pagine, tipo quelle del Diario di Siracusa dell’8 settembre 1978, titolate “La popolazione prepara un piano per il giusto sviluppo di Noto”? Difficile ipotizzarlo, se non assurdo e, tuttavia, abbiamo il dovere morale di poterci ancora sperare! Ecco perché il volumetto in questione, non solo quelle pagine le ricorda dal vivo, ma di quei tempi traccia tutto l’iter, che allora ci sembrava interminabile, per cui alla fine il PRG, comunque, approdò alla sua adozione e alla pubblicazione dall’aprile al maggio del 1979. L’analisi dettagliata e competente che Fianchino traccia di quei tempi - a pag.19 per es.– parte dalla premessa che “ Noto in questi ultimi anni si è ulteriormente ingrandita sebbene la popolazione sia diminuita con gli anni. Questa apparente contraddizione si spiega con la constatazione che la domanda di nuove costruzioni è venuta soprattutto come abbandono delle vecchie e malsane abitazioni del centro storico.” Questa premessa, però, ricorda e ripropone quelle che saranno le soluzioni nei vari piani particolareggiati anche per le diverse contrade del nostro amplissimo territorio, che non starò qui ad enumerare, ma che saranno necessariamente da “rivedere” per il nuovo PRG che in questi prossimi mesi andremo ad affrontare: e per il quale nuovo PRG del Duemila questo opuscolo-macigno d’urbanistica netina dovrà da noi essere conosciuto, studiato e dantescamente ben “digesto” soprattutto moralmente, tenendolo “ vivo” se avremo davvero a cuore le sorti della nostra Città futura. La rilettura delle deliberazioni consiliari, le numerose osservazioni su osservazioni ai vari passaggi delle pubblicazioni, le planimetrie catastali di Noto con le espansioni della città dal 1699 al 1875, dal 1875 al 1950/60, le variazioni segnate in rosso sulla planimetria catastale 1910/20 coi frazionamenti e le rifusioni rispetto al 1901 che denotano le sue evoluzioni tipologiche, la fotogrammetria al 1997 con le espansioni dal 1950/60 al 1997 perimetrate in rosso dal 1960 ed in verde sino alla fine degli anni ’70, i confronti con le piante catastali e topografiche di Avola, Pachino e Rosolini, sin dai tempi dei Borboni, per cui le recenti espansioni di Noto sono “bollate” come “ Città senza coscienza critica-incosciente? “: queste sono tutte pagine ricchissime della nostra storia urbanistica, magnificamente delineate da Corrado Fianchino ed affidate quasi a prossima futura-memoria per coloro che metteran mano al PRG da proporre per adottare .
E, tuttavia, il volumetto – quasi in epigrafe al passato per doverosa premessa – come anticipato in copertina, si chiude con due testi: il primo,“ Espansioni novecentesche del tessuto urbano ed evoluzione tipologica”, da solo meriterebbe un’edizione a sé, ricco com’è di “lungo studio e grande amore” per Noto, corredato anche dalle suddette accuratissime planimetrie, di cui Fianchino ha relazionato nel Convegno “Noto nel XX secolo. Politica, società e cultura” del 5-6 novembre 2004; il secondo,“Il PRG di Noto e la difesa della Riserva di Vendicari”, è tratto da un periodico locale del settembre 2008. Infine le “Conclusioni” che l’Autore propone tali non sono ma, piuttosto, chiare e precise linee-guida sulle cui tracce sarà doveroso muoversi, se esordisce con l’interrogativo: “ Quali conclusioni possono esserci per un PRG che, in quanto regola i processi di insediamento sul territorio, richiede una continuità di gestione? “ Ma subito prosegue e precisa:- “ Quando decade un piano occorre riprogettarne un altro per dare stabilità alle previsioni di utilizzo di città e territorio. Infatti nessuna conclusione è possibile se non un nuovo inizio con le nuove problematiche della città. Ma il metodo della “Partecipazione” rimane costante. Occorre sempre coinvolgere nelle scelte urbanistiche forze sociali, economiche, culturali, ma soprattutto i giovani per stabilizzare a lungo termine la consapevolezza sulle scelte della città ed il metodo del coinvolgimento democratico.” Ma all’interrogativo su “Quale Piano Regolatore per Noto” lo stesso prof. Corrado Fianchino risponde, richiamandosi ad un suo intervento in un incontro pubblico del 27 febbraio di quest’anno, in cui egli, nell’affrontare la tematica ritiene in primo luogo trattarsi di ”…una sostanziale questione di Onestà Intellettuale sul ruolo del Tecnico progettista di opere di architettura o urbanistica, che se deve fare opere utili alla società, al benessere e alla salvaguardia delle persone e dell’ambiente, non può che confrontarsi con le persone e con la comunità di cui deve interpretare le esigenze e le necessità che essa esprime. Ecco perché, piuttosto che svolgere una lunga e ricca relazione sulle mie idee su come organizzare la città ed il suo territorio - prosegue Fianchino che qui citiamo integralmente dandogli la parola dal vivo testo - propongo invece di costituire un GRUPPO Dl PARTECIPAZIONE per il quale do subito la mia disponibilità e al quale spero vengano altre adesioni. Gruppo di partecipazione che si proponga di coinvolgere tutte le forze sociali, culturali, sindacali,artigiane, circoli operai ed artigiani, club service, associazioni culturali, ambientaliste, ecologiste, tecnici, singoli cittadini e quant’altro, studenti universitari, dottori e dottorandi di ricerca, studenti dalle elementari alle medie inferiori e superiori, partiti e associazioni politiche indipendenti. Una partecipazione quanto più ampia, democratica e rappresentativa possibile. Gruppo di partecipazione che lavori, si riunisca, dibatta e discuta per far emergere le esigenze e le aspettative della città e dei suoi cittadini in tutte le più ampie e democratiche espressioni. Solo così ci si può effettivamente appropriare delle tematiche per la programmazione e lo sviluppo della città e del territorio in termini di condivisione, e con il confronto con le amministrazioni, il consiglio comunale, uffici di piano, progettisti e consulenti per un effettivo incontro su scelte comuni per il PRG di Noto. Il compito di questo nuovo PRG - scrive ancora Fianchino - è allo stesso tempo difficile e fondamentale. Se con il primo PRG si è riusciti con molta difficoltà a difendere la città con il suo “centro storico” nella sua interezza come centro monumentale e quartieri popolari (ricordo che ancora negli anni ‘70 centro storico era solo l’insieme degli edifici monumentali). Si è salvaguardato parte del territorio con i suoi valori ambientali della costa e la riserva di Vendicari (ricordo ancora che sempre negli anni ‘70 si parlava della raffineria a Vendicari e il primo PRG adottato prevedeva villaggi e porto turistico nella riserva e nei pantani a Vendicari). Si è difesa la zona collinare con Noto Antica e la sua pineta, il bosco di Bauli, il fiume Manghisi e Cava Grande, ed altri beni culturali e archeologici sparsi nel territorio. Con il secondo PRG è necessario avviare questo enorme patrimonio culturale ed ambientale, già inserito nella World Heritage List dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, attraverso una salvaguardia attiva verso azioni di sviluppo sostenibile. Oggi non si tratta di riportare Noto all’antico splendore. L’antico splendore di Noto sul piano socio-economico (motore di tutto) non c’è più e non sappiamo nemmeno dov’era. Appena appena riusciamo a intravedere lo splendore antico delle Pietre (Le Sacre Pietre del Barocco ..), senza nemmeno capirlo granché se non si sa ancora mostrarle adeguatamente ed esplicitamente. Da almeno un secolo un terremoto socio-economico più forte di quello del 1693 ha distrutto le precedenti società che generarono e ricostruirono Noto. Lo dice bene S. Sitwell, in Southern Baroque Art del 1924, in cui esprime la contraddizione di una città in cui “l’effetto complessivo è uno splendore, una scenografia ineguagliabile e una immaginazione forse tanto come in nessuna città d’Europa”... ma rispetto al vivere dice «..non è possibile che c’era un tempo stagnante come è oggi. …Non hanno finito di costruire la città, appena in ordine da non avere più nulla da portare a termine, che chiusero e se ne andarono via”. E’ necessario invece - conclude Fianchino - ricostruire un nuovo e diverso splendore sul piano socio-economico che sappia essere all’altezza della città d’arte patrimonio dell’umanità. Quindi è necessario procedere ancora una volta con il massimo coinvolgimento dei cittadini, delle forze sociali culturali ed economiche nel loro insieme per assolvere ad un compito enorme.“ Concludendo, va sottolineato per la scientificità dell’opera, il volumetto è ricco di note ed annotazioni ad ogni capitolo, e mostrano o dimostrano quanta passione e quale “Amore a Noto” abbiano mosso e quotidianamente muovano, come studioso e come docente universitario, il nostro amico prof. Corrado Fianchino che,in tal modo, onorando la Città ha onorato non solo se stesso ma tutti gli Amici che ne apprezzano le non comuni doti d’ingegno e professionalità.
Ed anche in questo caso, dantescamente, “…ciò non fia d’onor poco argomento “ !
Noto 25 settembre 2009 – Biagio Iacono